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	<title>Hugo, Victor Archivi - libreria Alfani - Firenze</title>
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		<title>L&#8217;ultimo giorno di un condannato</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 17:10:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È anonimo l&#8217;autore che, nel 1829, dà alle stampe questo piccolo, gigantesco libro. Ma è inconfondibilmente Victor Hugo. Sono anni in cui il progresso sembra trasportare l&#8217;umanità intera, sul suo dorso poderoso, verso un futuro di pace, prosperità, ricchezza e fratellanza. Ma negli stessi anni si tagliano ancora teste davanti a un pubblico pagante, si marcisce in carcere, ci si lascia morire per una colpa non sempre dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. Hugo parla a nome dell&#8217;umanità, come sempre, e lo fa attraverso la voce di un uomo qualunque, di un condannato qualunque, di un miserabile che rappresenta tutti i miserabili di tutte le nazioni e tutte le epoche. Un crimine di cui non conosciamo i dettagli lo ha fatto gettare in una cella. Persone di cui non conosciamo il nome dispongono della sua vita, come divinità autoproclamate. Un&#8217;angoscia di cui conosciamo fin troppo bene la lama lo tortura, giorno dopo giorno, e gli fa desiderare che il tempo corra sempre più veloce. Verso la fine dell&#8217;attesa, venga essa con la liberazione o con l&#8217;oblio.</p>
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		<title>L&#8217;uomo che ride</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 16:45:28 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://librerialfani.it/prodotto/luomo-che-ride/">L&#8217;uomo che ride</a> proviene da <a href="https://librerialfani.it">libreria Alfani - Firenze</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ambientato nel Settecento in un&#8217;Inghilterra ricca di chiaroscuri gotici e di atmosfere oniriche, &#8220;L&#8217;uomo che ride&#8221; (1869) è una storia di sconfitti che ha per protagonisti due orfani – il mostruoso Gwynplaine e l&#8217;indifesa Dea, cieca dalla nascita – allevati da un saltimbanco filosofo. Il fanciullo, sfigurato dai suoi rapitori, ha il viso fissato in una maschera di eterno riso. Fattosi uomo scoprirà di essere figlio di nobili e riconquisterà il suo blasone, ma, schernito dai suoi pari, cercherà di nuovo rifugio fra i vagabondi accanto all&#8217;amata Dea e porrà fine ai suoi giorni per la disperazione dopo averla trovata agonizzante. In questo romanzo d&#8217;avventura che è anche affresco storico e poema visionario, gli istinti primigeni e brutali convivono con una tenera, luminosa umanità. Hugo vi fa un uso spregiudicato di uno tra i più collaudati espedienti narrativi, l&#8217;agnizione – la rivelazione finale della vera identità del personaggio chiave – ma la dissolve nell&#8217;atto stesso di realizzarla. Perché l&#8217;uomo che ride non può strapparsi la maschera: essa è e sarà per sempre il suo volto.</p>
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