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1910. L’emancipazione della dissonanza

27,00 

Disponibilità: 1 disponibili

ISBN: 9788869448133

Il 1910 non è un anno come gli altri per il mondo occidentale. Manca meno di un quinquennio allo scoppio della prima guerra mondiale e l’apparizione nei cieli d’Europa della cometa di Halley sembra preannunciare la tragedia che decreterà la crisi di un’intera cultura. In quegli anni arte, filosofia, musica e letteratura rivelano con nuova crudezza le ossessioni e le paure dell’uomo contemporaneo, di cui Thomas Harrison mostra la traumatica gestazione attraverso le vicende esemplari di intellettuali e artisti come Kandinsky, Schiele, Kokoschka, Lukàcs, Rilke e Schönberg. Spostandosi tra Germania, Italia e impero asburgico, l’autore si sofferma sulla complessa figura di Carlo Michelstaedter, poeta, pittore e filosofo di Gorizia che si toglie la vita proprio nel 1910, a soli ventitré anni. La tesi di laurea “La persuasione e la rettorica”, lascito filosofico cui il saggio rivolge particolare attenzione, fu terminata il giorno stesso del suicidio e costituisce un’emblematica dichiarazione di morte della vecchia Europa. La percezione di una metafisica conflittuale e l’ossessione universale per la malattia e la morte, la ricerca di un’espressione autentica dell’anima e il perseguimento di un’etica del sacrificio sono temi che accomunano tutti i pensatori e gli artisti del 1910: una ricerca intellettuale brutalmente messa a tacere dalla guerra ma con cui, cento anni dopo, ci troviamo ancora a dover fare i conti.

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Argomenti: STORIA CONTEMPORANEA

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